(ANS – Torino) – Potere come servizio, cura, responsabilità. Maria come modello calato anche in un quotidiano fatto di organizzazione, incarichi, rapporti tra colleghi religiosi e laici. Non un riferimento astratto, ma un esempio di fede e fedeltà, perseveranza e mitezza da seguire sempre, anche quando il compito da affrontare è complesso. È questo il messaggio che ha lasciato il secondo appuntamento del percorso “Sabati Sera al femminile”, organizzato a Torino dal Rettore della Basilica di Maria Ausiliatrice, don Michele Viviano, lo scorso 9 maggio 2026.
Questi spunti di riflessione sono stati proposti dalla protagonista della seconda serata del ciclo, suor Raffaella Petrini, F.S.E., che dal 15 febbraio 2025 è Presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano, nonché Presidente del Governatorato. Dallo scorso febbraio, inoltre, è membro della Commissione di Materie Riservate.
Suor Raffaella Petrini è stata preceduta nel primo incontro da suor Simona Brambilla, Prefetta del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società Di Vita Apostolica, e sarà seguita il prossimo 16 maggio da suor Yvonne Reungoat, FMA, già membro del Dicastero per i Vescovi e già Madre Generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Nel suo intervento, suor Raffaella ha avuto il compito, attraverso la sua testimonianza, di far cogliere come la Chiesa anche nelle sue istituzioni più alte, sia vicina e accanto al popolo di Dio, e come Maria sia «Madre della Chiesa».
A introdurre la serata – animata anche dalla Corale (il coro femminile) della Basilica di Maria Ausiliatrice – è stato il Rettore, don Michele Viviano, che ha dato lettura del messaggio di saluto che il cardinale Repole ha voluto far pervenire a suor Petrini e ai tanti fedeli convenuti in Basilica per ascoltarla. Un ulteriore richiamo a quel collegamento «istituzionale», ma al tempo stesso «di relazione fraterna» che nella Chiesa si vive e si costruisce.
Era presente per l’occasione anche don Giorgio Degiorgi, recentemente nominato Ispettore della Circoscrizione Speciale “Maria Ausiliatrice” di Italia Piemonte e Valle d’Aosta (ICP), che si è unito al saluto alla religiosa.
Sin dall’inizio della relazione suor Petrini – dopo aver spiegato il suo ruolo in Vaticano – ha evidenziato dalla propria prospettiva il rapporto con la figura di Maria, ricordando e citando la recente nota dottrinale del Dicastero per la dottrina della fede “Mater populi fidelis”.
Di Maria, “Mistero d’amore inesauribile”, è stata richiamata come elemento caratterizzante la presenza. Una presenza che rende visibile a sua volta la presenza di Cristo nel cammino della Chiesa. Una presenza che come descritta nei Vangeli insegna a “chiedere con la consapevolezza che tutto è dono”, a “bussare”, a “cercare”.
La relatrice si è poi soffermata su Maria come Madre e che quindi come tale è modello di relazione, accoglienza, capacità di cogliere e assumere il cambiamento, di protezione e sacrificio.
E ancora, nelle parole della religiosa il richiamo a considerare Maria come “mediatrice” e come “serva”. Un aspetto quest’ultimo particolarmente prezioso per chi ha un ruolo di leadership, che va vissuto in ottica di servizio, responsabilità, cura e fiducia. Con la capacità di “fare squadra”, di una collaborazione che valorizzi sempre i talenti di ciascuno.
Nelle parole della religiosa, nella sua testimonianza su un ruolo “amministrativo”, è emersa la capacità di trasmettere un rapporto “vivo” con la figura di Maria, riferimento nelle relazioni e nelle scelte. Maria venerata in santuari “vicini” alla sua vocazione personale e – dopo la serata torinese – anche come “Ausiliatrice”, di fronte alla cui effigie ha pregato con il Rettore. È stato un momento di affidamento per il suo compito e per tutte le donne invitate a guardare sempre a Maria con fiducia in ogni situazione della vita.
Suor Raffaella Petrini appartiene alle suore Francescane dell’Eucaristia, è nata a Roma il 15 gennaio 1969, ha conseguito la Laurea in Scienze Politiche presso la Libera Università Internazionale degli Studi Guido Carli e il Dottorato presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino. Per citare solo due dei tanti punti di un ampio e qualificato curriculum formativo, grazie al quale oggi è al vertice dei 7 ambiti (come ha spiegato introducendo l’incontro) in cui è organizzato il Governatorato vaticano, l’organo che esercita il potere esecutivo e legislativo dello Stato della Città del Vaticano. Si tratta di «7 direzioni»: dell’economia, dei servizi di sicurezza e protezione civile, di sanità e igiene, dei musei e dei beni culturali, delle infrastrutture e servizi, delle telecomunicazioni e dei sistemi informatici, delle ville pontificie.
Federica Bello



