Polonia – Verso la beatificazione di don Jan Świerc e suoi Compagni, salesiani polacchi martiri: don Ignacy Dobiasz

(ANS – Cracovia) – Don Ignacy Dobiasz, figlio di Ignacy e di Joanna, nata Jaroszek, nacque il 14 gennaio 1880 a Ciochowice, nell’Alta Slesia. Proveniva da una famiglia numerosa, avendo sei fratelli e sorelle. Concluse con successo la scuola elementare di otto classi nella sua località natale. Grazie alle sue capacità, con l’aiuto del parroco e dei genitori, riuscì poi a recarsi in Italia, dove studiò nelle scuole salesiane, preparandosi così al futuro ministero sacerdotale nella Congregazione Salesiana.

Fin dalla più tenera età aveva coltivato il desiderio di entrare in tale Congregazione, attratto in particolare dall’esempio di altri figli della terra slesiana già impegnati nell’opera salesiana, tra i quali anche il futuro cardinale August Hlond.

Cammino salesiano

Ignacy Dobiasz, dopo aver completato il ginnasio a Torino-Valsalice, il 16 agosto 1898 entrò nel noviziato salesiano di Ivrea. In quello stesso luogo ricevette la talare dalle mani del vescovo salesiano Giovanni Cagliero. Sempre a Ivrea, il 6 ottobre 1900 emise i primi voti religiosi, mentre i voti perpetui li pronunciò il 21 settembre 1903 a San Benigno Canavese, consacrandosi a Dio per tutta la vita.

Negli anni 1904–1908 studiò Filosofia a San Benigno Canavese e Teologia a Foglizzo, svolgendo inoltre un triennio di tirocinio educativo a San Benigno Canavese. Il 28 giugno 1908 ricevette l’ordinazione sacerdotale dalle mani del Vescovo di Ivrea, Matteo Angelo Filipello. Completò poi la sua formazione filosofico-teologica con studi presso l’Accademia di Agricoltura di Torino, ottenendo il diploma in agronomia.

Dopo l’ordinazione sacerdotale, nello stesso anno rientrò in Polonia per dedicarsi all’opera tra l’amata gioventù.

Lavorò successivamente in diverse case: a Oświęcim come catechista delle scuole cittadine, a Daszawa, a Przemyśl, a Cracovia prima nella sede di Płaszów e poi nello studentato teologico come Vicario e catechista, a Varsavia, come vicario, e infine nuovamente a Cracovia, dove rimase fino al momento del suo arresto.

Don Dobiasz è uno di quei salesiani la cui vita non si è svolta nell’occupazione di grandi e onorifici incarichi, ma in un lavoro silenzioso e umile. Si può dire che le principali attività del suo apostolato fossero l’insegnamento e la confessione. Insegnava diverse materie, compreso il latino, che già aveva insegnato in Italia quando era ancora chierico.

Il suo secondo principale impegno fu il ministero della confessione: non essendo un grande oratore, scelse il confessionale come campo privilegiato del suo apostolato. La sua pazienza, bontà, comprensione e profonda conoscenza dell’animo umano lo resero uno dei migliori confessori, al servizio dei giovani e dei suoi confratelli sacerdoti. Era particolarmente stimato da questi ultimi: molti sacerdoti più anziani di lui si recavano da lui per aprirgli le loro anime.

Agli studenti di teologia e ai giovani sacerdoti si rivelò come un ottimo conoscitore della teologia morale, ma soprattutto il confessionale fu per lui una cattedra, dove formava le anime a immagine di Cristo. Vi trascorreva molte ore, privandosi volontariamente del pasto regolare e del riposo. In tutto ciò si manifestava un grande spirito di sacrificio e abnegazione.

Queste sue virtù risplendettero in modo particolare nella parrocchia di Dębniki a Cracovia, dove lasciò il ricordo di un instancabile lavoratore di Dio, che la Provvidenza ha coronato con la palma del martirio.

L’arresto

Arrestato insieme agli altri salesiani in quel memorabile giorno del 23 maggio 1941, alla vigilia della festa di Maria Ausiliatrice, alla quale preparava se stesso e i fedeli con grande zelo, dopo un breve periodo di detenzione nella prigione di Cracovia fu deportato con gli altri salesiani nel campo di sterminio di Auschwitz, dal quale non gli fu più dato di fare ritorno. Il suo arresto e la sua condanna al campo furono del tutto privi di fondamento.

Martirio e morte

Nel campo di sterminio non vi rimase a lungo. Già il giorno successivo al suo arrivo da Cracovia fu barbaramente ucciso durante il lavoro forzato, massacrante ed estenuante. Questo atto di martirio avvenne il 27 giugno 1941. Quel giorno fu segnato in rosso porpora nella storia dei salesiani polacchi.

Ecco come un testimone oculare descrive il martirio di don Ignacy:
“La seconda vittima del memorabile 27 giugno 1941 fu don Ignacy Dobiasz. Era un sacerdote anziano, di 60 anni, malaticcio ed esausto. Non riusciva a sopportare il lavoro imposto. Si fermava spesso, si riposava… Questo attirò l’attenzione dei carnefici. ‘Ah, anche tu non hai voglia di lavorare!’ disse il kapò. ‘Certo, è più facile ingannare e rubare che faticare! Ti aiuterò subito! Su, carica le pietre! Di corsa verso la fossa!’

Con l’ultimo sforzo esegue l’ordine del kapò, ma non è più in grado di portare via la carriola. Vedendo ciò, Franz, il crudele kapò, cominciò a colpire l’anziano con un bastone. Con fatica egli si trascinò fino al bordo della profonda fossa, ma non riuscì a rovesciare la carriola… Franz lo spinse giù… Dopo lunghi sforzi, continuamente percosso, riuscì a uscire di nuovo… Allora il kapò torturò la sua vittima finché questa esalò l’ultimo respiro. Dalle nostre labbra si levò una preghiera a Dio per il riposo della sua anima”.

Ignacy Dobiasz morì il 27 giugno 1941, all’età di 61 anni, con 41 anni di vita religiosa e 33 anni di sacerdozio. Portava il numero di matricola del campo 17364.

Processo di beatificazione

Ignacy Dobiasz è uno dei 122 Servi di Dio per i quali il 17 settembre 2003 è iniziato il secondo processo di beatificazione del secondo gruppo dei martiri polacchi del periodo della Seconda Guerra Mondiale. Il 24 maggio 2011 a Pelplin si è conclusa la fase diocesana e tutta la documentazione è stata trasmessa alla Congregazione delle Cause dei Santi a Roma.

La Positio è stata consegnata il 21 luglio 2022 e il relatore è stato p. Szczepan Tadeusz Praśkiewicz OCD. Il postulatore della causa è don Pierluigi Cameroni, Postulatore Generale per le Cause dei Santi della Famiglia Salesiana, che collabora con la dott.ssa Mariafrancesca Oggianu.

Martedì 28 marzo 2023 i consultori storici del Dicastero delle Cause dei Santi hanno espresso parere positivo riguardo alla Positio suppletiva super martyrio di don Jan Świerc e di otto compagni, sacerdoti della Società di San Francesco di Sales, uccisi in odium fidei nei campi di sterminio tedeschi negli anni 1941–1942.

Il 24 ottobre 2025 Papa Leone XIV ha disposto la pubblicazione del Decreto sul martirio e la sua integrazione negli atti del Dicastero delle Cause dei Santi.

Su don Świerc sono stati elaborati due video, entrambi accessibili in tre lingue

Video I:

Inglese – Italiano – Polacco

Video II:

Inglese – Italiano – Polacco

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