Italia – Oltre 200 giovani a Brescia per il Forum MGS 2026 sulla Pace

(ANS – Brescia) – Non è stato un fine-settimana di chiacchiere, ma una vera e propria immersione in quello che significa “sporcarsi le mani” per il bene. Il Forum Giovani del Movimento Giovanile Salesiano (MGS) 2026, svoltosi il 7 e 8 marzo 2026 a Brescia, ha radunato oltre 200 ragazzi provenienti dalle regioni italiane di Lombardia ed Emilia-Romagna, sotto un unico imperativo: “Mira alla pace”. E se il titolo sembrava una sfida, la realtà ha superato le aspettative. A partire dalla straordinaria accoglienza che il Vescovo di Brescia Mons. Pierantonio Tremolada ha riservato ai partecipanti: “Shalom, che significa pace, è nella bibbia la pienezza della vita umana”.

Il “Noi” che spiazza: don Mattia e il teatro di Emanuele Fant

L’apertura del sabato è stata un colpo al cuore e alla testa. Emanuele Fant, docente e artista, ha rotto il ghiaccio trasformando il palco in un’aula e l’aula in un teatro: una lezione-spettacolo che ha saputo interrogare i presenti, senza mai annoiare.

Subito dopo, la parola è passata a don Mattia Ferrari, il cappellano dell’ONG “Mediterranea Saving Humans”, impegnata nei salvataggi di migranti in mare, che ha parlato sempre al plurale: un “noi” costante, che nasce dalla preghiera e dal lavoro concreto tra le onde. Al centro del suo intervento, due simboli che non lasciano scampo: l’Eucaristia e la Croce di Cristo, vissute non come concetti astratti, ma come bussole per chi sceglie di stare dalla parte degli ultimi.

Poker di Donne: Quando la Pace ha il volto del coraggio

Domenica mattina, 8 marzo, nella Giornata Internazionale della Donna, la tavola rotonda “Costruttori di Pace” ha calato un “poker” di testimonianze al femminile che ha lasciato la platea incollata alle sedie. Moderate con ritmo da Fabio Carminati, giornalista di Avvenire, quattro donne hanno raccontato come si costruisce un domani di pace:

Daniela Pompei, Responsabile della Comunità di Sant’Egidio e “mente” dei Corridoi Umanitari, ha ricordato che la sicurezza nasce dall’accoglienza legale e che l’integrazione è un cantiere che non finisce mai.

Gemma Flaha, odontoiatra siriana arrivata in Italia con i Corridoi Umanitari, ha raccontato la fatica e l’umiltà di dover ricominciare da zero, tornando sui banchi di scuola per ricostruire la propria identità e la dignità.

Lucia D’Anna, violoncellista italiana che vive a Gerusalemme, in collegamento video, ha testimoniato come la musica possa essere un “ponte culturale” e uno spazio neutro dove anche chi è educato all’odio può riconoscersi come essere umano.

Infine, Sara Sechi, Segretaria Esecutiva di “Don Bosco International”, ha illustrato il suo impegno a portare messaggi e prospettive di pace nelle stanze dei bottoni del Parlamento Europeo, trasformando il carisma salesiano in proposte legislative concrete per i diritti dei minori e dei giovani.

Un desiderio che non finisce qui

Tra i cortili dell’Istituto Salesiano e le case delle famiglie bresciane che hanno ospitato i giovani, il clima è stato tanto serio, quanto fraterno. Tante sono state le domande sorte, ma forte è stato anche il desiderio di non fermarsi alla superficie e, soprattutto, la voglia di ascoltare ancora.

Come ha ricordato il Direttore dell’opera salesiana di Brescia, don Damiano Galbusera: “La violenza ci sorprende quando è ‘in grande’, ma spesso non ci accorgiamo di come attacchi il nostro cuore nelle parole, sui social e nei silenzi. Come il ‘Servo sofferente’ di Isaia, siamo chiamati a non rispondere alla violenza con la stessa moneta, per non rimettere in moto il suo meccanismo. Il messaggio del Forum è questo: rischiare sul perdono”.

A giudicare dagli sguardi dei ragazzi dopo la Messa e la Veglia animate dal Coro MGS, la lezione è stata appresa: la pace non è un’opzione diplomatica, ma una scelta quotidiana di “disobbedienza alla rassegnazione”. E quel “scambiatevi un segno di pace” non ha mai avuto un sapore più serio.

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