(ANS – Lagos) – L’Ispettoria salesiana “Sant’Artemide Zatti” di Africa-Nigeria-Niger (ANN) ospita un seminario di formazione di tre giorni tenuto dal Consigliere Generale per la Comunicazione Sociale, don Fidel Orendain, SDB, incentrato sul rafforzamento della leadership e della governance salesiana nei complessi contesti pastorali e istituzionali odierni.
Il laboratorio mirava a consentire ai leader salesiani di governare persone, comunità e istituzioni in modo competente ed evangelico, integrando la leadership salesiana, la chiarezza manageriale, la disciplina nella pianificazione e la comunicazione intenzionale, in fedeltà alla missione di Don Bosco oggi.
Don Orendain è arrivato a Lagos il 2 febbraio, dove ha incontrato i salesiani e il personale della Casa Ispettoriale prima di recarsi al postnoviziato di Ibadan. Lì ha condiviso una serata fraterna con i postnovizi e ha tenuto una breve riflessione. Il 3 febbraio, dopo aver presieduto l’Eucaristia, è tornato a Lagos per l’apertura ufficiale del seminario.
Leadership e governance come parte della vocazione salesiana
Nelle sessioni di apertura, don Orendain ha affrontato una sfida centrale nella formazione salesiana: mentre la spiritualità e lo zelo pastorale sono ben sottolineati, la leadership e la governance sono spesso insufficientemente formate. Ha invitato i partecipanti a riscoprire la leadership e la gestione non come oneri amministrativi, ma come dimensioni intrinseche della vocazione salesiana ed espressioni della carità pastorale.
“La governance non è in contrasto con la nostra vocazione, ma ne deriva”, ha osservato il Consigliere Generale. “Amare i giovani oggi significa anche guidare, decidere, pianificare e comunicare in modo responsabile per il bene della missione”.
Attingendo dal Manuale del Direttore Salesiano, il laboratorio ha chiarito la necessaria integrazione di:
- Leadership, che fornisce visione e direzione;
- Gestione, che organizza persone, processi e risorse;
- Autorità, che garantisce responsabilità e credibilità nel processo decisionale.
I partecipanti sono stati incoraggiati a evitare gli estremi del controllo autoritario e della timida indecisione, imparando invece ad esercitare l’autorità con competenza, trasparenza e motivazione evangelica.
Leadership e governance come parte della vocazione salesiana
Nelle sessioni di apertura, don Orendain ha affrontato una sfida centrale nella formazione salesiana: mentre la spiritualità e lo zelo pastorale sono ben sottolineati, la leadership e la governance sono spesso insufficientemente formate. Ha invitato i partecipanti a riscoprire la leadership e la gestione non come oneri amministrativi, ma come dimensioni intrinseche della vocazione salesiana ed espressioni della carità pastorale.
“La governance non è in contrasto con la nostra vocazione, ma ne deriva”, ha osservato il Consigliere Generale. “Amare i giovani oggi significa anche guidare, decidere, pianificare e comunicare in modo responsabile per il bene della missione”.
Attingendo dal Manuale del Direttore Salesiano, il laboratorio ha chiarito la necessaria integrazione di:
Leadership, che fornisce visione e direzione; Gestione, che organizza persone, processi e risorse; Autorità, che garantisce responsabilità e credibilità nel processo decisionale.
I partecipanti sono stati incoraggiati a evitare gli estremi del controllo autoritario e della timida indecisione, imparando invece ad esercitare l’autorità con competenza, trasparenza e motivazione evangelica.
La comunità educativa e pastorale al centro della missione
Un punto focale significativo del laboratorio è stata la Comunità Educativa e Pastorale (CEP), descritta come il “soggetto ordinario e concreto della missione salesiana”. Attraverso la riflessione guidata e gli esercizi di mappatura dei ruoli, i partecipanti hanno esaminato come la leadership e la responsabilità siano condivise tra salesiani, collaboratori laici e membri della Famiglia Salesiana.
Don Orendain ha sottolineato anche che il salesiano non è l’unico decisore, ma l’animatore e il custode del carisma, chiamato a promuovere la comunione, il discernimento condiviso e la corresponsabilità. Egli ha osservato che le CEP ben funzionanti prevengono l’isolamento della leadership e rafforzano sia l’efficacia della missione, sia la vita comunitaria.
Pianificazione, comunicazione e responsabilità condivisa
Il laboratorio ha anche evidenziato il ruolo fondamentale della pianificazione e della comunicazione organizzativa nel sostenere la missione. Una pianificazione debole e una comunicazione poco chiara, hanno riflettuto i partecipanti, spesso portano a sprechi di energia, confusione e decisioni parallele. Al contrario, la comunicazione intenzionale, ispirata al Sistema Preventivo di Don Bosco, crea fiducia, partecipazione e senso di appartenenza condiviso.
La comunicazione salesiana, ha sottolineato don Orendain, deve essere relazionale, educativa, preventiva e pastorale, non solo tecnica o burocratica. “L’autorità nella vita salesiana si esercita principalmente attraverso la comunicazione: la presenza, il dialogo, l’ascolto e la spiegazione”, ha ricordato ai partecipanti.
Verso una leadership competente e partecipativa
Durante i tre giorni, i partecipanti si cimenteranno in esercizi pratici su deleghe, sviluppo delle competenze, governance condivisa, gestione dei conflitti e comunicazione di crisi. La formazione ha sottolineato la necessità di andare oltre il solo affidamento alla buona volontà, investendo invece nella formazione, nelle competenze e nella leadership collaborativa, in particolare con i partner laici della missione.
Nel corso del laboratorio, i partecipanti sono stati incoraggiati a comprendere la governance non come una responsabilità aggiuntiva, ma come un modo di vivere la propria vocazione al servizio delle persone, delle comunità e in particolare dei giovani, salvaguardando la fedeltà, la credibilità e la vitalità della missione salesiana in un mondo che cambia.



