(ANS – Lima) – All’insegna del tema “Nascere di nuovo”, la Confederazione Latinoamericana dei Religiosi (CLAR, in spagnolo) ha organizzato a Lima, dal 17 al 19 aprile 2026, il Seminario continentale per Superiore e Superiori Maggiori e Delegati di diverse Congregazioni. L’incontro, che ha riunito rappresentanti di 14 Paesi, si è proposto come un laboratorio esperienziale per trasformare le strutture istituzionali e promuovere ambienti sicuri, mettendo al centro lo sguardo e il dolore delle vittime di abusi. Era inoltre presente anche il Vicario dell’Ispettoria dell’Argentina Sud, don Osvaldo Braccia.
Il primo giorno, durante la cerimonia di apertura, diverse autorità ecclesiastiche, tra cui rappresentanti della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori, hanno sottolineato l’urgenza di orientarsi verso un’autorità intesa come servizio e corresponsabilità. Il lavoro della giornata si è concentrato sull’analisi critica delle “geografie comunitarie”, identificando dinamiche di potere, silenzi e strutture sistemiche che possono favorire situazioni di violenza o abuso di coscienza.
La seconda giornata ha approfondito l’esercizio dell’autorità evangelica, utilizzando gesti simbolici per prendere coscienza delle ferite indelebili lasciate dagli abusi. È stato sottolineato che il cambiamento culturale richiede un’articolazione coerente tra la testa, le mani e il cuore di chi guida, superando modelli autoritari per garantire processi di trasparenza e responsabilità.
Un punto chiave del seminario è stata la riaffermazione del fatto che la prevenzione non è solo un insieme di norme tecniche, ma un processo di costruzione collettiva. In questo senso, sono stati individuati dei “segnali di allarme” per l’individuazione precoce dei rischi e sono stati proposti modelli concreti per l’elaborazione di politiche di protezione che includano protocolli di intervento, canali ufficiali di segnalazione e strategie di comunicazione in caso di crisi.
Verso la conclusione dell’evento, la riflessione si è concentrata sull’“etica responsiva”, un atteggiamento che va oltre una tranquillità di coscienza, per abbracciare la compassione e la responsabilità di fronte al danno causato. È stata sottolineata la necessità di guidare con uno stile di “GPS pastorale”, ovvero che orienti con pazienza e cammini al ritmo delle persone, promuovendo una decentralizzazione dell’autorità e l’inclusione di voci invece storicamente messe a tacere.
La Pontificia Commissione per la Protezione dei Minori ha presentato i propri princìpi per l’assistenza integrale alle vittime e la cooperazione con le autorità civili; linee guida che la CLAR si è impegnata a sostenere e a diffondere in tutta la regione. Questo sostegno istituzionale mira a rafforzare le reti continentali, garantendo che l’accompagnamento delle vittime abbia un carattere professionale, pastorale e, soprattutto, umano.
Il seminario si è concluso il 19 aprile con un invio missionario e un rinnovato impegno di fedeltà evangelica. I partecipanti sono tornati nei loro rispettivi Paesi con piani d’azione concreti e la convinzione che, sebbene il cammino di conversione sia impegnativo, il lavoro in rete e la formazione permanente siano gli strumenti fondamentali per costruire una Chiesa sana, sicura e affidabile.



