RMG – Il Venerabile Costantino Vendrame: apostolo del Sacro Cuore

(ANS – Roma) – Lo scorso 22 maggio Papa Leone XIV ha autorizzato la promulgazione del decreto di venerabilità per don Costantino Vendrame (1893–1957) missionario salesiano, che portò il Vangelo nel Nord Est dell’India, trovando nel mistero del Cuore di Gesù la sorgente della sua eroica carità.

Una vita per la missione

Nato a San Martino di Colle Umberto (Treviso) nel 1893, don Vendrame raggiunse Shillong nel 1924. Fin dai primi passi nel suo apostolato di frontiera si distinse per una dedizione totale alle popolazioni locali, le quali si sentirono amate da lui con il cuore di Cristo. Per Vendrame, la missione non era l’imposizione di regole, ma la comunicazione di un amore che aveva cambiato la sua stessa vita. Nel suo apostolato missionario troviamo i caratteri di grande eroicità, non solo per come lo ha vissuto, ma anche per i frutti di fede e di adesione al Vangelo presso le popolazioni da lui incontrate. Per lui Dio veniva prima di qualsiasi altra cosa. A lui si addicono alla perfezione le parole di papa Francesco riportate nella Dilexit nos: “La missione, intesa nella prospettiva di irradiare l’amore del Cuore di Cristo, richiede missionari innamorati, che si lascino ancora conquistare da Cristo e che non possano fare a meno di trasmettere questo amore che ha cambiato la loro vita. Perciò li addolora perdere tempo a discutere di questioni secondarie o a imporre verità e regole, perché la loro preoccupazione principale è comunicare quello che vivono e, soprattutto, che gli altri possano percepire la bontà e la bellezza dell’Amato attraverso i loro poveri sforzi” (n. 209).

Il Santuario di Mawlai: un sogno realizzato

Il segno più tangibile della sua opera è il Santuario del Sacro Cuore a Shillong-Mawlai. Per realizzarlo ricorre all’aiuto dei benefattori italiani e, lui modestissimo, vuole invece che lì tutto sia bello, che una chiesa risplenda quale segno della verità cattolica e centro visibile di unità. Un dettaglio toccante riguarda la scelta del nome: fu un bambino a suggerirgli di intitolarlo al Sacro Cuore, e il missionario lo ascoltò. L’inaugurazione del 13 aprile 1935 rappresentò per don Costantino il compimento di un sogno profetico: anni prima, una donna gli aveva descritto una grande chiesa in cima a una collina circondata da una folla immensa. Sulle pareti dell’altare, ancora oggi, campeggia l’invito che guidò tutta la sua vita interiore: “fili, praebe mihi cor tuum” (figlio, donami il tuo cuore).

A compimento di quelle giornate vi fu inoltre «una solenne consacrazione di tutti i partecipanti al Sacro Cuore di Gesù» In poco più di dieci anni di vita missionaria, si era arrivati all’edificazione di quell’importante centro di fede e preghiera, con cui il Sacro Cuore avrebbe regnato nel cuore di tanti. Era l’estensione nelle anime del Regno di quel «Re d’Amore» per il quale don Costantino era partito nel 1924.

L’eredità spirituale

Don Vendrame concepiva la propria esistenza come un sacrificio profumato per la Chiesa e per il mondo, scrivendo che «così noi spezziamo la nostra vita, essa profuma il corpo mistico di Gesù… e purifica l’aria». Prima di partire per l’India, aveva sigillato il suo impegno sul retro di un’immaginetta dedicata al Sacro Cuore: «Tutto ho confidato in voi, tutto ho sperato da voi e non sono rimasto confuso».

Si spense il 30 gennaio 1957, alla vigilia della festa di don Bosco, dopo aver consumato ogni energia per i suoi fratelli. Oggi le sue spoglie riposano proprio nel Santuario di Mawlai, accanto al Teologato salesiano, rimanendo una “pietra viva” e una fonte di ispirazione per le numerose vocazioni che continuano a fiorire in terra indiana.

Don Pierluigi Cameroni

Postulatore Generale

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