(ANS – Bruxelles) – In qualità di membro dell’Alleanza Europea per gli Investimenti nell’Infanzia (A4IC, in inglese), il “Don Bosco International” (DBI) – l’organismo di rappresentanza dei Salesiani presso le istituzioni dell’Unione Europea (UE) – accoglie con favore l’adozione, il 12 febbraio, da parte del Parlamento europeo della relazione INI (proposta di relazione d’iniziativa propria) sullo sviluppo di una nuova strategia dell’UE contro la povertà. Il documento pone al centro del progetto sociale e democratico europeo la protezione dei bambini, delle bambine e degli adolescenti in situazione di vulnerabilità, insieme al rafforzamento degli sforzi per combattere la povertà infantile.
Questo risultato è importante perché dimostra che, anche in un momento politico dominato dai discorsi sulla mera competitività e sulla sicurezza, il Parlamento europeo può ancora scegliere una strada diversa: quella che considera la povertà una violazione della dignità umana e dei diritti umani e che riconosce la necessità di soluzioni coordinate e olistiche che coinvolgano tutti i livelli di governance e la società civile.
Per l’Alleanza e i suoi membri, questo rappresenta anche una pietra miliare nella loro attività di advocacy, o incidenza politica. Grazie al costante impegno con le parti interessate del Parlamento europeo, si è contribuito a garantire un capitolo forte sulla protezione dell’infanzia e la povertà infantile.
Il risultato principale è la richiesta del Parlamento di destinare alla Garanzia Europea per l’Infanzia un bilancio specifico di almeno 20 miliardi di euro nel prossimo quadro finanziario pluriennale 2028-2034 (MFF – budget europeo), attuato attraverso il Fondo Sociale Europeo+. A ciò si accompagna un impegno rafforzato affinché gli Stati membri destinino almeno il 5% del FSE+ a progetti e investimenti strutturali volti a combattere la povertà infantile, con almeno il 10 % destinato agli Stati membri in cui la povertà infantile e l’esclusione sociale superano la media dell’UE. Si tratta esattamente dell’ambizione auspicata: risorse prevedibili, vincolate e pluriennali che corrispondano alla realtà di una crisi che colpisce circa un bambino su quattro nell’UE.
Fondamentalmente, l’appello del Parlamento riconosce anche che la Garanzia per l’Infanzia sta già funzionando e dando risultati. I piani d’azione nazionali, gli investimenti del FSE+, le relazioni biennali e l’attuazione coordinata hanno ampliato i programmi di refezione scolastica, rafforzato le misure di inclusione e sostenuto nuovi modelli di innovazione sociale che non esisterebbero senza questo quadro europeo. La relazione sottolinea il chiaro impegno a favore della prevenzione e del benessere dei minori in tutti i servizi essenziali: la qualità dell’istruzione e della cura della prima infanzia attraverso adeguate risorse finanziarie e umane, l’assistenza dopo la scuola e la lotta all’abbandono scolastico precoce, chiedendo un rafforzamento della formazione del personale e dei sistemi di allerta precoce. Tali investimenti precoci e preventivi non sono una “spesa sociale facoltativa”, ma il modo più efficace per ridurre le disuguaglianze nel corso della vita e spezzare il ciclo vizioso della povertà.
La relazione sostiene, inoltre, un approccio alla protezione sociale incentrato su minori ed adolescenti, che comprenda prestazioni mirate e misure pratiche quali assegni familiari, pasti scolastici e programmi di riduzione dei costi per attività culturali, sportive, ricreative ed extrascolastiche. Ciò è in linea con la richiesta del DBI e dell’Alleanza di sistemi di welfare che prevengano la deprivazione, sostengano le famiglie e riducano i costi sociali a lungo termine.
Altrettanto importante è la forte dimensione di prevenzione e protezione dell’infanzia del Parlamento: esso chiede che sia garantito il diritto di ogni bambino alla vita familiare, che la povertà non sia utilizzata come unico motivo per il collocamento in istituto e che si investa nell’assistenza familiare e comunitaria, compresi sistemi di affidamento sicuri. La relazione condanna la violenza, gli abusi, lo sfruttamento e l’abbandono e chiede di investire in sistemi integrati di protezione dell’infanzia, compresa la lotta al bullismo e alla violenza online che colpiscono in modo sproporzionato i bambini in situazioni di vulnerabilità.
Infine, la relazione ribadisce quanto sostenuto da tempo: l’eliminazione della povertà richiede un approccio coordinato e olistico, che coinvolga gli Stati membri, gli enti locali e regionali, le parti sociali e la società civile. Questa vittoria parlamentare deve ora tradursi in un’azione decisiva da parte della Commissione Europea, che si appresta a rafforzare la Garanzia Europea per l’Infanzia.
La dichiarazione completa dell’A4IC è disponibile qui.



